Se vuoi star bene, niente fretta!

Chi ha sperimentato i primi successi di un percorso di psicoterapia a volte è tentato dall’idea di potercela fare da solo, con il rischio di ricadute pesanti (da: RIZA.it)

La libertà è fondamentale per chi segue una psicoterapia. Libertà di esprimersi, di stare in silenzio, di rifiutare, di confrontarsi, anche libertà di interrompere il percorso analitico quando si vuole. È un fenomeno in parte naturale: il tempo rivela che alcuni hanno una scarsa motivazione, altri non vogliono realmente cambiare le cose, altri ancora temono il cambiamento intravisto, o non sono abbastanza fiduciosi e determinati, temono la reazione dei familiari, o non voglio spendere soldi per se stessi. Sono tutte situazioni comprensibili, sia umanamente che psicologicamente, e rivelano il fatto che, al di là degli intenti iniziali, è meglio che l’equilibrio di queste persone, seppur precario o sofferto, rimanga tale.

Non cedere alla smania di autonomia
Ma a volte capita che la terapia si interrompa proprio quando sta andando bene. C’è un’ottima alleanza tra la persona, che sta meglio rispetto all’inizio, e il suo terapeuta; stanno emergendo cose importanti che vengono ben elaborate; si intuiscono concrete possibilità di guarigione e di cambiamento; si percepisce l’arrivo di una nuova energia. Insomma la terapia sta davvero viaggiando bene. Eppure a volte accade che la persona, all’improvviso, esprima al terapeuta la sua volontà di interrompere, visto che “ormai le cose stanno andando bene” e che è giunto “il momento di farcela da soli”, quindi si sente “pronta” per fare a meno delle sedute.

Rispetta i tempi
Una psicoterapia è un lavoro psico-neurologico che va preso sul serio dall’inizio alla fine. Chi l’ha fatta senza crederci troppo non avrà grandi problemi nell’interromperla, perché nulla di lui o di lei si stava realmente trasformando, ma chi si è davvero messo in gioco, chi ha modificato parti di sé, non può lasciare le cose a metà. Certo, la pulsione a “farcela da soli” è comprensibile, ma va ricordato che già fare una psicoterapia significa essere autonomi: invece di appoggiarsi ad amici e familiari ci si fa carico di se stessi utilizzando uno strumento (la terapia appunto) per il quale si paga di persona con la fatica mentale, con l’investimento emotivo e con il sudato denaro. Un lavoro che nessun altro può fare al posto nostro.

Procedi con gradualità
Chiedi al terapeuta a che punto pensa che siate giunti nel percorso terapeutico. Con lui puoi fare una ricognizione degli obiettivi e valutare meglio che passi intraprendere. Se sei fermo nella tua decisione di smettere, non farlo di netto ma inizia a diradare un poco gli incontri, in accordo con lo specialista. Nelle restanti sedute racconta i sogni che fai in questo periodo. E inizia a tenere un diario su cui scrivere pensieri ed emozioni di questi giorni.

Cosa rischi se smetti all’improvviso

– Disorientamento e affanno dopo le prime difficoltà.

– Ritorno di vecchie paure e di comportamenti nevrotici.

– Rabbia, senso di colpa e senso di inadeguatezza.

– Ricaduta nel malessere, sfiducia nel futuro.

– Inizio di “pellegrinaggi” terapeutici senza risultati.

Cosa devi sapere, se decidi di interrompere la terapia:
-Datti più tempo per valutare
. L’interruzione di una psicoterapia nel bel mezzo del percorso non può essere decisa in un giorno. È necessario un po’ di tempo, almeno alcune settimane, per osservare se questo desiderio si ripropone identico. È anche importante, con il terapeuta, comprendere se si tratta di una vera voglia di autonomia o di una fretta che nasconde altri problemi.

-Non togliere fiducia a chi ti aiuta. Se vuoi interrompere perché stai meglio, non destituire del suo ruolo chi ti ha aiutato a raggiungere questi risultati. Se il terapeuta non è d’accordo, avrà validi motivi che, quantomeno, vanno valutati con attenzione. Se poi smetti comunque, prenditi la responsabilità e non colpevolizzarlo del tuo eventuale fallimento.

-Il terapeuta non è uno pseudo-amico. Se decidi di porre fine alla terapia per farcela da solo, fallo per davvero. Non instaurare col terapeuta un rapporto ibrido, mantenendo con lui un contatto pseudoamicale che ti consenta di fare terapia a piccole dosi in modo non ufficiale. Ce la puoi fare da solo se non inneschi questi rapporti di dipendenza.

 

da:

http://www.riza.it/psicologia/psicosomatica/4380/se-vuoi-star-bene-niente-fretta.html

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